La pelle di Vicenza, regina del made in Italy
E’ la qualità della lavorazione, ma anche la capacità di interpretare le tendenze moda, a rendere ricercata in tutto il mondo la pelle “Made in Italy”. E quando si parla di pelle in Italia, si parla del polo conciario vicentino, un’area che comprende sedici comuni della provincia, tra cui i centri di Arzignano e Chiampo, e che rappresenta quasi il 60 per cento dell’intera produzione nazionale. Da qui escono giornalmente più di 130 mila pelli al giorno, destinate principalmente al mercato dell’arredamento, delle calzature, della pelletteria e dell’abbigliamento, ma anche a settori forse meno diffusi, ma non per questo meno importanti, come gli interni auto, gli articoli sportivi e tecnici.
Il grande mercato dei prodotti in pelle, che vede l’Italia protagonista (basti pensare al settore calzaturiero), ha dunque qui, in quest’area, un’autentica miniera da dove ricavare materia prima di qualità, prodotta da aziende all’avanguardia sia sotto il profilo tecnologico che del design. Ma non è solo alla filiera nazionale del made in Italy che guarda l’industria conciaria locale, perché il mercato di riferimento è il mondo intero, a cui il polo vicentino della concia si propone con la forza di una produzione attenta, in particolare, alle tendenze e ai colori moda.
E’ una leadership, quella conquistata dalle imprese locali, che può contare anche su un significativo indotto, fatto di realtà specializzate in impianti per la concia, macchine per la rifinizione, prodotti chimici, contoterzisti e traders.
Il distretto vicentino della pelle ha saputo imporsi sul mercato globale grazie alla capacità delle sue imprese di cogliere i mutamenti del mercato, di indirizzare investimenti e risorse verso nicchie dimostratesi vincenti, di lavorare sulla tutela dell’ambiente, e di puntare su innovazione e sperimentazione tecnologica. Queste caratteristiche si sono dimostrate nel tempo fondamentali, permettendo alle aziende vicentine di consolidare la propria posizione sul mercato nazionale e soprattutto di andare alla conquista dei mercati internazionali. Basti pensare che le aziende del distretto sono presenti in ben 125 paesi esteri: da Hong Kong alla Cina, dal Canada agli Stati Uniti, fino all’India, oltre, naturalmente, all’Europa.
Distretto ad alta concentrazione
Il cuore produttivo è nell’area Arzignano-Valle del Chiampo- Montebello Vicentino, dove sono presenti più del 70 per cento delle aziende. Ma anche più a nord, a Bassano del Grappa, e più a sud, a Lonigo, si possono rilevare presenze produttive. In tutto sono 1.077 le imprese del distretto vicentino della pelle, di cui, come si diceva, circa 600 localizzate nella zona ben delimitata di Arzignano e dei comuni contermini. Le più importanti concerie, i gruppi leader che hanno puntato anche sulla delocalizzazione produttiva, si dividono il 30 per cento circa di un fatturato che supera i 4.200 milioni di euro. Il restante 70 per cento è realizzato da tante piccole realtà, di cui 279 a livello artigianale. Un settore con questi numeri ha ovviamente un risvolto significativo dal punto di vista occupazionale: si calcola che nelle aziende della concia e della rifinizione delle pelli trovino occupazione 11.640 addetti.
La forza del distretto vicentino della pelle sta nella sua struttura modulare. La vicinanza fisica di tante piccole aziende ha permesso la creazione di una organizzazione a rete in grado di rispondere con flessibilità e tempestività alle richieste di un mercato interessato, negli ultimi anni, anche dalla concorrenza proveniente dai paesi emergenti. A dimostrare la vitalità delle aziende vicentine è la propensione all’export. Un terzo della produzione realizzata prende la via dei mercati internazionali e così il fatturato d’oltreconfine supera i 1.400 milioni di euro, un dato che rende bene l’idea della capacità di penetrazione del prodotto italiano, e vicentino, nel mondo. Sono pelli bovine lavorate con concia al cromo ad essere maggiormente richieste dal mercato e, ovviamente, il distretto vicentino è impegnato in questo segmento, anche se non mancano lavorazioni di pelli equine, suine, caprine, rettili e altro ancora. Una produzione diversificata, dunque, che dimostra la versatilità delle aziende vicentine della pelle.
Settecento anni di tradizione
La presenza di molti corsi d’acqua dolce e di fitti boschi, utili per l’estrazione del tannino dalle piante, sono state le caratteristiche salienti che hanno permesso lo svilupparsi dell’attività conciaria nella zona del Chiampo. Queste peculiarità orografiche, che si possono ancora ritrovare nelle zone montane dell’area, avevano infatti permesso agli abitanti della Valle del Chiampo di avviare la produzione di pelle conciata già nel 1300. Risalgono a questo periodo le prime testimonianze scritte riguardanti l’attività conciaria della zona. Una tradizione che però fu parzialmente dimenticata a favore di un’altra attività più redditizia: quella dei setifici. Dobbiamo arrivare alla fine del XIX secolo per ritrovare, nel Vicentino, una significativa attività di concia delle pelli, localizzata in particolare nell’area di Bassano del Grappa, dove operavano una ventina di concerie. Bassano era infatti famosa in passato per la così detta concia in bianco, vale a dire il trattamento di piccole pelli, tinte dai calzolai con sali di ferro.
La vera e propria nascita dell’industria della lavorazione della pelle e del cuoio, prima ad Arzignano e poi nell’intero comprensorio, risale al 1920, quando l’attività serica fu messa in crisi dal calo della domanda, dovuta all’introduzione delle prime fibre sintetiche, e soprattutto dalla concorrenza asiatica. L’abbondanza di manodopera e l’esistenza di un tradizione antica facilitò il proliferare di queste attività, che raggiunsero il vero e proprio boom negli anni ‘50. Da allora il trend di crescita dell’industria conciaria è stato costante, grazie ad una politica produttiva mirata alla qualità unita ad una politica commerciale capace di imporsi sui mercati nazionale ed estero.
DATI SETTORE
| CONCIA |
|
| Unità locali |
1.077 |
| Addetti |
11.644 |
| Fatturato (ml. €uro) |
4.223 |
| Export (ml. €uro) |
1.280 |